Review: The Moneyman

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La situazione mi sta sfuggendo di mano: siamo ai primi di marzo e ho già letto due graphic novel che sicuramente rientreranno nelle preferite di questo 2018, e una di queste è quella di cui vi voglio parlare oggi. Desideravo questo titolo da tantissimo tempo: più ne sentivo parlare più le aspettative crescevano e mi convincevo che era proprio una graphic novel fatta per me, quindi quando mi è stata regalata e ho iniziato la lettura sono partita con speranze altissime. E neanche un’aspettativa è stata delusa.

Di rado mi trovo ad attribuire a opere di narrativa alti significati che trascendono il senso più immediato della lettura: lasciarci qualcosa, farci crescere, raccontarci una storia. In questo caso però mi sento di andare oltre e con sicurezza mi trovo a pensare che questa graphic novel non solo è interessante, avvincente, e meravigliosa: è importante. Importante in un modo che va oltre il gusto personale e il piacere della lettura. E’ importante per ciò che ci racconta e per come lo fa. Ma andiamo con calma.

The moneyman racconta la storia di Roy Disney, fratello maggiore del famoso Walt. La scelta di narrare la storia nel complesso della famiglia Disney raccontandola non dal punto di vista del suo membro più famoso ma appunto da quello di uno dei fratelli, il più vicino collaboratore di Walt, è stato il primo aspetto che mi ha incuriosito quando ho iniziato ad avvicinarmi a questa graphic novel. Questa scelta si è dimostrata perfetta per capire alcuni aspetti del colosso dell’animazione: permette al lettore di conoscere Walt prima che diventasse Walt Disney: di vederlo prima bambino, poi ragazzo e infine uomo, conoscendo non solo la figura che appariva dinnanzi alle telecamere e agli eventi mondani ma il Walt uomo, non personaggio.

I corti funzionano perché sono brevi, chi mai si guarderebbe un cartone animato di un’ora.

La narrazione si alterna tra due tempi diversi: da un lato incontriamo Roy negli anni settanta che racconta la sua storia, dall’altro vediamo le sue parole prendere vita, e conosciamo la famiglia Disney, la seguiamo nei suoi spostamenti in lungo e in largo per l’America dei primi anni del ‘900 e ci concentriamo poi sull’avvio dell’impresa che diventerà un giorno la Walt Disney Company che conosciamo oggi.

La figura di Roy, il protagonista della narrazione, ci viene svelata mano a mano che si prosegue nella storia, caratterizzato in antitesi a suo fratello Walt: tanto il primo è concreto, pratico e rivolto al futuro quanto il secondo è sognatore, creativo, convinto di poter fare sempre ciò che più gli aggrada senza troppo curarsi delle circostanze in cui si trova. Ho apprezzato molto la scelta di raccontare i due fratelli facendoli interagire tra loro, costruendo le loro identità collegate l’una all’altra. Probabilmente non avremmo avuto un Walt così creativo e prolifico se non avesse avuto alle spalle il suo moneyman, appunto, suo fratello Roy, che per anni si è concentrato sull’aspetto pratico ed economico dell’azienda.

Un altro aspetto meraviglioso è stata l’opportunità di ritrovare alcuni pezzi della mia (ma credo di tutti) infanzia: vedere e scoprire come sono nati alcuni dei cartoni più amati e apprezzati di sempre, riconoscere la genesi di alcuni personaggi, cogliere alcune note nascoste nella narrazione; sono state sorprese piacevolissime durante la lettura.

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Inoltre sono stati in grado di “fotografare” una situazione storica, economica e sociale che va oltre la semplice biografia di un personaggio, senza per questo perdere di vista la vicenda dei protagonisti. La crisi del ’29, le conseguenze economiche della seconda guerra mondiale, i finanziamenti necessari a portare avanti le aspirazioni di Walt e i numerosi problemi che l’azienda ha avuto con i sindacati sono alcuni degli aspetti che vengono trattati nell’opera, condendo la vicenda di Roy di fatti e avvenimenti reali, che hanno influenzato la sua vita e il suo lavoro e per questo imprescindibili se si cerca di capire la persona che era e le scelte che ha preso. L’ultimo aspetto che tengo a sottolineare è la naturalezza e la semplicità con cui gli autori sono stati in grado di raccontare quello di cui vi ho parlato nelle righe precedenti. Hanno saputo, a mio parere, rendere una biografia precisa e in alcuni tratti anche tecnica estremamente interessante anche per chi, come la sottoscritta, conosceva poco o niente sia del mondo del cinema e dell’animazione che della figura di Walt Disney più nello specifico.

Chiudo questa recensione con una piccola nota sul piano stilistico: le tavole e il tratto preciso e semplice sono un altro punto forte di questa graphic novel. I colori accesi e brillanti che caratterizzano la narrazione di Roy negli anni settanta si alternano a toni più tenui e monocromatici per raccontare il passato della famiglia Disney: ho apprezzato molto questa scelta, permette al lettore di seguire i due fili narrativi con estrema semplicità.

Ci sarebbero molti altri aspetti sui quali soffermarsi, a partire dalla figura di Walt Disney che emerge da queste pagine e la consapevolezza che fosse molto di più di ciò che ci fanno ricordare i filmati e le interviste, ma non voglio né dilungarmi troppo né privarvi del piacere di scoprirli da voi durante la lettura.

Forse è stato questo il più grande pregio di mio fratello, lo capisco solo adesso. Ci ha illusi tutti… di poter restare per sempre dei ragazzi.

Spero che questa recensione vi sia piaciuta, e nel caso non si fosse capito vi consiglio caldamente la lettura di questa graphic novel: di seguito trovare i link per acquistarla su Amazon e IBS.

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