2021 winter wrap up – recap letture invernali

Inauguro oggi una nuova serie di post dedicati ai recap stagionali delle mie letture. Un po’ per mancanza di tempo e a volte anche di contenuti (non ho più il tempo di leggere tantissimi libri al mese, ahimè!) ho deciso di creare una nuova modalità per racchiudere in un unico post i libri che leggo in un determinato periodo. Dato che il classico wrap up mensile mi sembrava esagerato, visti i volumi di libri che leggo solitamente (e anche un po’ impegnativo per i miei tempi) ho deciso di ripiegare su questa modalità alternativa: un wrap up stagionale!

E qui veniamo a noi: oggi vi riporto le mie letture di questi primi tre mesi del 2021, da gennaio a marzo. Spero possiate trovare qualche ispirazione per le vostre prossime letture e di farvi scoprire qualche bel libro. Spoiler: non sono state tutte letture piacevoli! Se volete vedere le valutazioni che ho dato a ogni lettura vi rimando al mio profilo su Goodreads, che aggiorno al termine di ogni libro.

Tra i libri migliori che ho letto in questo 2021 voglio citarne in particolare due. Il primo è sicuramente Ragazza, donna, altro di Bernardine Evaristo, un libro che ha fatto molto parlare di sé ed è stato accolto (a ragione, a mio avviso) come la rivelazione del 2020. Affrontando temi come relazioni tossiche, femminismo intersezionale, libertà di genere, multiculturalismo e accessibilità della cultura (solo per citarne alcune), la Evaristo realizza un libro-affresco che rispecchia la complessità e gli intrecci della nostra società, senza trascurare l’aspetto stilistico e l’intreccio narrativo. Seguendo le vicende di 12 protagoniste che ruotano attorno a un perno comune, Amma, la scrittrice costruisce la vicenda attorno alle diversità e ai contrasti, in un gioco di specchi, rimandi, collegamenti e doppi. Sono personaggi diversissimi tra loro, sono donne di diverse estrazioni sociali, diversa etnia, provenienza e con destinazioni, desideri, pulsioni diversi, eppure collegate da un filo rosso che ci accompagna per tutta la narrazione.

L’altro libro che mi ha colpito è stato L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito, uno dei candidati al Premio Strega 2021. Sono letteralmente rimasta folgorata dalla scrittura della Caminito, che ha deciso di adottare uno stile ricco, potente, sanguigno nel raccontare le vicende di Gaia, la protagonista, e della sua ricerca di uno spazio nella società. Gaia e la sua famiglia arrivano sul lago di Bracciano, in seguito a quella che ha tutti i connotati di una fuga da Roma, una fuga da quartieri inospitali, case fatiscenti, ricordi ingombranti. Gaia cresce all’ombra di una madre forte e presente, che da sola gestisce, organizza e mantiene una famiglia formata da quattro figli e un marito rimasto invalido sul lavoro. La tensione che l’autrice costruisce attorno a queste due donne rimane presente per tutto il libro; il filo che lega Gaia a sua madre si allenta o si tira a seconda dei periodi della sua vita, ma non si spezza mai, anche quando lei è convinta di averlo ormai reciso. La famiglia di Gaia vive in una situazione economica difficile, e questo aspetto segna la sua quotidianità e il suo approccio agli altri, che siano figure adulte o coetanei, questa sua “mancanza” percepita rispetto a chi la circonda getta in lei un seme di rabbia, un desiderio incolmabile di volere, avere, ottenere, possedere.

Un romanzo che mi ha lasciato con l’amaro in bocca è stato invece Esercizi di fiducia di Susan Choi, la cui pubblicazione è stata seguita da grande attenzione e una pioggia di commenti e recensioni positive. Ci troviamo in una scuola d’arte negli anni ’80 e seguiamo le vicende, su diversi piani temporali, degli alunni dell’istituto. La vicenda ruota attorno al rapporto tra i due quindicenni David e Sarah e la narrazione si costruisce sul gioco delle verità parziali e sul ribaltamento del punto di osservazione. Io purtroppo non ho trovato questo elemento sufficiente per trovare appassionante e interessante la lettura del libro. Le vicende di David e Sarah, il loro rapporto, i legami con i genitori e gli insegnanti, e la rielaborazione dei fatti che avviene nella seconda parte del romanzo non mi hanno colpito, l’ho trovata anzi una lettura piuttosto lunga e priva di un punto fermo. Alla fine della terza parte mi sono ritrovata a domandarmi più di una volta “sì, e quindi?

Purtroppo la stessa sensazione l’ho provata leggendo Io e Mabel di Helen Macdonald, un memoir che intreccia la vita dell’autrice con l’arte della falconeria, come richiama il titolo dell’opera. In particolare l’autrice si sofferma sul periodo che ha seguito la morte improvvisa del padre e su come il riavvicinarsi all’educazione dei rapaci le abbia permesso di riappropriarsi dei suoi ricordi e del suo passato. Purtroppo, se da un lato ho trovato molto interessante la parte più digressiva riguardante l’attività della falconeria, non sono riuscita a interessarmi alla parte più autobiografica, mi è sembrato anzi che queste due “anime” del libro viaggiassero su due binari separati.

Per quanto riguarda le graphic novel invece sono stata più fortunata. In questi mesi ne ho lette alcune che mi hanno davvero colpito, prima fra tutte Le figlie di Ys di M. T. Anderson e J. Rioux, una graphic novel di una casa editrice nata da pochissimo, Rebelle Edizioni (se non conoscete l’iniziativa Rebelle Box vi lascio qui il link per andare a sbirciare di cosa si tratta). Questa graphic novel si ispira a una leggenda bretone per raccontare la storia della città di Ys, protetta dalle onde di un mare agitato e minaccioso dalla regina reggente. Alla sua morte il re rimane a regnare sulla città insieme alle due figlie: Rozenn, la maggiore, che si allontana dalla corte per isolarsi nella natura, e Dahut, la minore, che esercita l’arte magica come la defunta madre e ama circondarsi di feste e immergersi nella vita reale. L’elemento magico, il rapporto con il mare e ciò che esso rappresenta, insieme alle bellissime tavole mi ha fatto apprezzare molto questo lavoro, il primo che leggo degli autori. Se riesco mi piacerebbe parlarvene in un post dedicato!

Altre due graphic novel che mi sono piaciute sono Nonostante tutto di Jordi Lafebre e Il mare verticale di Brian Freschi, entrambi editi da Bao Publishing. Era da un po’ che non leggevo graphic novel e in queste due ho ritrovato storie delicate e profonde, correlate da tavole curate, colorate e realizzate con cura, esattamente ciò che mi aspetto quando sfoglio un volume di questa casa editrice e ho voglia di un po’ di leggerezza. In particolare Nonostante tutto mi ha intrattenuto in una serata un po’ “no”, e racconta una storia d’amore un po’ particolare, sia nel rapporto tra i due personaggi, Ana e Zeno, che non rispecchiano sicuramente la classica “coppia”, che nella struttura del racconto. Infatti l’autore ha deciso di raccontarci la storia dei due protagonisti a partire dall’ultimo capitolo, andando all’indietro. L’ho trovata una scelta molto particolare e originale e riesce perfettamente nella resa di raccontare un amore molto profondo che dura attraverso i decenni.

Tra quelle, invece, che mi hanno convinto meno, cito Clorofilla di Giulio Mosca. Non conosco e non seguo direttamente l’autore sui social, quindi sono piuttosto digiuna delle tematiche che tratta e dei personaggi che racconta; ho recuperato questo lavoro a scatola chiusa e non mi ha comunicato molto. Il volume ripercorre la storia di una coppia in flashback, dal momento in cui l’auto sulla quale stanno viaggiando sbanda fuori strada. La storia d’amore tra Alfonso e Martina, basata su speranze e insoddisfazioni, viene raccontata come la crescita di una pianta, che nasce da un piccolo seme e diventa sempre più robusta e solida, fino a seccarsi per incuria e mancanza di attenzioni. Leggendo questo volume non sono riuscita a “entrare” nella vicenda, non c’è un elemento fuori posto in realtà, credo che narrativamente sia stata costruita molto bene, ma non mi ha trasmesso nulla.

Per ragioni di tempo e di spazio ho deciso di non soffermarmi su ogni libro/graphic novel letta, trovate però commenti e votazioni sulla mia pagina Instagram e sul mio profilo Goodreads!

Spero di avervi incuriosito con questa rassegna delle mie letture di questa prima parte del 2021. Se ne avete voglia vi invito a scrivervi nei commenti quali sono state le letture più interessanti che avete affrontato nel 2021 fino ad ora. Buona lettura!

Il mio 2020 in libri – appunti di lettura di questo strano anno

Dopo una lunghissima assenza torno a pubblicare finalmente un post su questo blog, fino ad ora lasciato a se stesso; e anziché partire all’inizio dell’ anno a me piace andare controcorrente e cominciare già adesso, sul finire. Nel corso del 2020 non mi è stato possibile seguire il progetto del blog come avrei voluto e come spero di riuscire a fare a partire dal 2021, anno in cui vorrei dedicarmi con più costanza a questo piccolo angolo di web. Non siamo in molti, me ne rendo conto, e forse l’assenza di costanza ha portato qualcuno dei miei vecchi lettori abituali ad abbandonare la barca, ma in ogni caso spero di farvi compagnia, in futuro, con qualche nuovo contenuto e nuovi spunti di lettura.

Ripropongo questo post perché ricordo che nel lontano (?) 2018 mi aveva divertito molto scriverlo. Ahimè a causa di forti impedimenti (vedere alle voci: lavoro, tesi) non mi è stato possibile riproporvi questo breve resoconto delle mie letture annuali al termine del 2019, motivo per cui ho deciso di riprendere questa abitudine da quest’anno. Il 2020 è stato un anno strano, imprevedibile e a tratti difficile, e per la prima volta da sempre questa sensazione è condivisa a livello mondiale. Ho deciso di concentrarmi qui sul mio anno letterario, per dare spazio ad alcune riflessioni e approfondire alcuni dei libri che mi hanno tenuto compagnie nelle lunghe (lunghissime) settimane casalinghe che hanno contraddistinto il 2020.

Osservando la mia pagina di Gooodreads (sempre aggiornata con le mie letture, se volete seguirmi mi trovate come apropositodicamilla, qui il link alla pagina) ho notato che quest’anno ho letto pochissimo rispetto agli anni precedenti, ho portato a termine solamente 26 libri (l’obiettivo era di 60 libri, come gli anni precedenti… ci ho provato LOL), di cui 11 tra graphic novel e fumetti e ne ho abbandonati/lasciati in sospeso ben 12! Tralasciando il numero di libri letti, sul quale non mi soffermo mai molto (qualita > quantità), questo ultimo numero è stato quello che mi ha più sorpreso: fino a quest’anno mi sono sempre imposta di terminare i libri che avevo iniziato, anche quelli che non mi stavano piacendo. Nel 2020 ho deciso di “uscire” da questa regola autoimposta e questo è stato il risultato. A dir la verità non so ancora se in futuro continuerò su questa strada: lasciare i libri a metà non mi piace, ho sempre l’idea che “se magari leggo un altro po’ poi mi colpisce, magari basta solo una pagina in più”. Lo so, è sciocco, ma è un pensiero irrazionale di cui non riesco a liberarmi.

Come per il post dedicato al 2018 (che se siete curiosi trovate qui) di seguito vi lascio le categorie di libri di cui vi parlerò oggi! Come nel caso del precedente post, vi segnalo che ho preso l’idea di questo post da uno dei blog che seguo di più, Nessun cancello, nessuna serratura, di Carmen, che aveva proposto questo articolo alla fine del 2017. 

Miglior libro: Nomadland di Jessica Bruder. Sono stata molto indecisa su quale libro scegliere come miglior libro del 2020, e alla fine ho deciso di orientare la mia scelta su Nomadland principalmente per due ragioni. La prima, strettamente personale, che riguarda l’impressione che mi ha fatto questo racconto, e quanto la scrittrice sia riuscita a coinvolgermi in un tema sul quale fino a questo momento non mi ero documentata e non mi ero mai davvero interessata. Nomadland racconta di un’inchiesta durata circa tre anni, duranti i quali la scrittrice ha vissuto con alcuni “nuovi nomadi” d’America, ha seguito i loro spostamenti, li ha conosciuti e ha vissuto con loro. L’autenticità e il coinvolgimento con il quale è riuscita a raccontare questa inchiesta mi hanno lasciato davvero sbalordita. La seconda ragione riguarda la necessità che credo sia diventata ormai imprescindibile di rendersi conto, in quanto collettività, delle conseguenze che hanno i nostri comportamenti, sia vicino che lontano da noi, nel tempo e nello spazio. Questo libro è stato una doccia fredda, uno schiaffo in piena faccia, una fotografia di un mondo parallelo tanto lontano e allo stesso tempo troppo vicino a noi, a me personalmente, ecco perché mi sono sentita di sceglierlo come libro migliore di questo folle 2020, tra tutti credo sia quello che mi ha lasciato di più.

Miglior autore: Azar Nafisi. Di nessun autore che ho “conosciuto” nel 2020 ho letto più di un libro, ma sicuramente è Azar Nafisi ad aver lasciato il segno e avermi incuriosito. Ho già deciso che leggerò prossimamente (spero già nel corso del 2021) il suo Le cose che non ho detto, dove spero di ritrovare le stesse note nostalgiche e allo stesso tempo vibranti che ho trovato in Leggere Lolita a Teheran. La Nafisi mi ha letteralmente trascinato pagina dopo pagina nella sua vita, ha a mio avviso una capacità narrativa davvero magnetica.

Peggior Libro: Tra i libri che ho abbandonato e di cui non ho ultimato la lettura devo citare Serotonina di Michel Houellebecq, con il quale ho avuto grossi problemi, tanto da mollare a metà il libro. Ho amato lo stile, ma non sono riuscita a interessarmi alla trama e allo svolgimento della vicenda raccontata nel libro. Tra quelli che ho portato a termine cito invece una graphic novel, ovvero Inni alle Stelle di Giopota: non mi ha convinto il soggetto, la trama, i temi trattati. Ho sofferto un po’ di confusione nello sviluppo della vicenda, non mi è stato chiaro dove volesse arrivare l’autore in alcuni passaggi, e in generale l’ho trovato un po’ noioso. E’ stato un peccato, in quanto avevo amato tantissimo il precedente lavoro di Giopota, Un anno senza te.

Un’uscita del 2020 che ti ha sorpreso: Mai stati così felici di Claire Lombardo. Ho acquistato questo libro sulla scia delle recensioni positive che hanno accompagnato l’uscita in libreria del romanzo, ed ero un po’ spaventata dall’idea di ritrovarmi a leggere un romanzo tutto sommato carino ma che non motivasse l’entusiasmo. Invece si è rivelato essere uno dei romanzi migliori che ho letto nel corso del 2020, principalmente per due ragioni che ho individuato essere i personaggi e la descrizione dei rapporti tra quest’ultimi. Un romanzo famigliare di oltre 700 pagine letto nel giro di pochi giorni, scorrevole e coinvolgente.

Un’uscita del 2020 che ti ha deluso: Bunny di Mona Awad. Sarò stupida, ma io ragazzi non l’ho proprio capito questo libro. E’ partito bene, e sono arrivata fino alla fine, quindi tutto sommato si è lasciato leggere ma una volta finita la lettura ho chiuso il libro e ho pensato: e quindi? E quindi non lo so, sono rimasta in uno stato di confusione per giorni dopo aver letto questo libro, non credo di esserne riuscita a cogliere il senso fino in fondo, per quanto mi sia piaciuto lo stile dell’autrice, non ci sono entrata per nulla in sintonia.

Un genere che hai rivalutato nel 2020: Quest’anno sono stata molto conservativa, devo ammetterlo. Non ho sperimentato nuovi generi narrativi e sono rimasta al sicuro dove più amo rintanarmi: nei romanzi. Facendo un bilancio dalla mia pagina di Goodreads, ho notato che ho letto quasi esclusivamente romanzi a esclusione di un libro di non fiction e alcune graphic novel. Inoltre mi sono accorta di aver letto quasi esclusivamente romanzi contemporanei di scrittori anglofoni.

Miglior graphic novel (categoria bonus aggiunta da me): Le ragazze del Pillar di Stefano Turconi e Teresa Radice. Devo dire che non è stato affatto difficile scegliere la graphic novel che ho preferito quest’anno, era praticamente impossibile non citare l’ultimo lavoro che ho letto della coppia Radice e Turconi. Ammetto che complice un po’ di letture non tanto avvincenti mi sono allontanata dalle graphic novel nel corso di questo ultimo anno, prediligendo i libri, quindi non avevo una lista molto corposa tra le quali scegliere. Ma se devo essere sincera Le ragazze del Pillar sarebbe stato in cima a qualsiasi lista, in parte complice l’attaccamento che nutro verso Il Porto Proibito, mia primissima graphic novel. E’ stato quasi magico ritrovarvi alcuni dei personaggi che abbiamo conosciuto ne Il Porto Proibito e tornare a immergersi in quelle atmosfere.

Spero di avervi dato qualche nuovo spunto di lettura con i libri di cui vi ho parlato in questo post. Se avete voglia, scrivetemi nei commenti se avete letto un libro che vi ha particolarmente colpito o che vi ha invece deluso.

Colgo l’occasione per salutarvi e per augurarvi un buon fine 2020, nella speranza di un 2021 più leggero e ricco di rivincite su un anno che sicuramente non è stato facile per nessuno di noi! Buon anno!

Di ritorni, novità e aggiornamenti di lettura

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Dopo una lunghissima assenza da queste scene, eccomi ritornare con un nuovo contenuto a base di chiacchiere e ultime letture. Quando ho aperto la pagina del blog e ho visto che l’ultimo articolo scritto risaliva ai primi di gennaio mi è venuto male al cuore. Purtroppo questi mesi sono stati piuttosto impegnativi: prima ero immersa fino ai gomiti nella sessione invernale, e successivamente mi sono dovuta concentrare sulla ricerca di uno stage per l’università che si è finalmente conclusa e mi ha dato modo di riprendere a respirare in queste settimane di aprile.

Dopo un lungo periodo di assenza quindi sia dal blog che dalla mia pagina Instagram (dove di solito pubblico con un po’ più di frequenza) ho deciso di riprendere in mano questo piccolo progetto e sto cercando di dargli un nuovo volto e di trasformarlo in qualcosa di più di un semplice blog dove raccolgo recensioni e pareri inerenti a singoli libri. In che senso? Mi piacerebbe portare alcuni contenuti diversi, sempre legati al mondo della carta stampata, che si distacchino dalla canonica recensione. E a proposito di recensioni, subiranno una leggera variazione: cercherò di creare contenuti più brevi e più omogenei tra loro. Vedremo cosa riuscirò a combinare con questa idea, e se voi avete qualche osservazione in merito vi invito a lasciarmi il vostro pensiero nei commenti!

Che altre novità ci sono? Ho deciso di eliminare quasi completamente le collaborazioni con le case editrici. Perché? Perché la vita va veloce, io ho tanti impegni, e ho deciso di leggere solamente ciò che io scelgo di leggere, quando mi va e come mi va. La serietà di un blogger che decide di collaborare con le case editrici, le quali gli mandano gratuitamente copie omaggio di un determinato libro perché questo lo legga e ne scriva una recensione, implica necessariamente che il suddetto abbia tempo e voglia di dedicarcisi. Di conseguenza, escludendo alcuni casi rari, ho deciso di non accettare più collaborazioni di nessun genere. Ogni volta che vi parlerò di un libro o una graphic novel che mi è stata mandata da una casa editrice lo troverete segnalato nel suddetto post, altrimenti potete ricercare la sezione “collaborazioni”. Questo per essere totalmente trasparente nelle mie letture e fornire a voi, che mi leggete, tutte le informazioni riguardanti la mia lettura.

E poi c’è dell’altro? Sì, ho eliminato la collaborazione con Amazon, di conseguenza non troverete più nessun link di affiliazione in fondo ai miei articoli. Vi lascerò sempre il link per acquistare il libro su IBS e il suggerimento di uscire e andarvi a comprare la vostra copia cartacea in una bella libreria.

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Abbiamo esaurito le comunicazioni di servizio, e posso tornare a concentrarmi su ciò di cui mi piace parlarvi: libri. Cosa ho letto? Cosa sto leggendo? Tra febbraio e marzo ho subito una battuta d’arresto in tema letture, ahimè le ansie quotidiane e la testa appesantita da altri problemi personali mi hanno tenuta lontano dai libri. A febbraio ho affrontato il problema leggendo qualche graphic novel, sempre ottima “medicina” per questi periodi. A marzo invece mi sono venuti in soccorso i romanzi fantasy: sono la mia copertina di Linus, quando non riesco a concentrarmi su altri generi il fantasy mi regala sempre una boccata d’aria e mi permette di leggere, appassionarmi a una storia, e svuotare il cervello. Tra le graphic novel migliori lette nell’ultimo periodo vi segnalo Patience di Daniel Clowe, un vero capolavoro a colori, e Andy di Typex, una mastodontica e curatissima opera che ripercosse la vita di Andy Warhol, a cui vengono aggiunti acuti passaggi originali. Parlando di fantasy, invece, ho recuperato Figli di sangue e ossa di Tomy Adeyemi, un romanzo young adult del quale avevo sentito parlare benissimo ma che non mi ha saputo convincere fino in fondo (trovate due parole in più sul mio profilo Instagram) e l’acclamato Tenebre e ghiaccio di Leigh Bardugo, primo volume della Grisha Trilogy. Ahimè i seguiti non sono stati tradotti in italiano, quindi mi armerò di pazienza e li leggerò in inglese sul mio kobo.

Ad aprile, con la mente più sgombra e più tempo a disposizione, ho rincominciato a leggere libri più impegnativi, e mi è capitato di leggere alcune vere chicche. Primo tra tutti Acquadolce di Akwaeke Emezi edito Il Saggiatore, un libro poetico e fuori dal normale, originale nello stile e particolarissimo nella narrazione. Una lettura folgorante. Altro titolo che voglio menzionarvi è l’ormai acclamatissimo Benevolenza cosmica di Fabio Bacà, un esordio firmato Adelphi, altra lettura stramba e con uno stile ricco, opulento ed esagerato che mi è piaciuta moltissimo. Vi ricordo che ogni mese sul mio profilo Instagram pubblico un post riassuntivo con tutte le mie letture del mese, quindi se non volete perdervi nulla vi consiglio di seguirmi anche lì!

Bene, direi di avervi riportato gli aggiornamenti principali, spero che nonostante l’assenza di questi mesi continuerete a seguirmi e a leggere i miei contenuti. Nelle prossime settimane cercherò di far uscire articoli con un po’ più di frequenza. Nel frattempo: buona lettura!

#booktubeitalialeggeindipendente 01: Maggio con L’Orma Editore

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Inauguro oggi una nuova rubrica di post, che spero possa continuare nel tempo. A maggio ho deciso di partecipare per la prima volta alla #booktubeitalialeggeindipendente una bellissima iniziativa pensata da Eleonora del canale Youtube Misstortellino, ormai attiva da gennaio 2017. Aderendo all’iniziativa ci si impegna a dare visibilità alle case editrici indipendenti, sia attraverso le letture abituali sia attraverso la lettura del mese. Ogni mese infatti viene scelta (tramite un sorteggio casuale con random.org) una casa editrice indipendente della quale ognuno potrà scegliere un titolo qualsiasi dal catalogo, leggerlo, e farne una piccola recensione l’ultimo giorno del mese in questione. Ho trovato questa iniziativa da un lato estremamente utile per dare sempre più visibilità a quelle case editrici magari meno note, ma caratterizzate spesso da cataloghi e titoli interessantissimi, a volte sottovalutati; e dall’altro per stimolarmi alla lettura di titoli che possiedo già o che mi incuriosiscono da tempo ma che per un motivo o per l’altro lascio sempre da parte favorendo altre letture.

Ho deciso di aderire all’iniziativa attraverso la mia pagina Instagram, ma ho poi pensato di dedicare alla mia lettura mensile anche un articolo qui sul blog. Per il mese di maggio la casa editrice scelta era L’Orma EditoreCasa editrice con sede a Roma, è diventata piuttosto conosciuta grazie alla splendida idea della collana I Pacchetti, piccoli libri da chiudere, affrancare e spedire come se fossero delle vere e proprie cartoline. In questa collana troviamo una ricchissima raccolta di autori molto diversi tra loro (dalla Austen a Mary Shelley a Marx, una delle ultime uscite) mentre tutti i volumi sono raccolte di lettere, come appunto richiama il formato. Ammetto però di essere venuta in contatto con questa casa editrice per la prima volta grazie a una delle autrici più famose che hanno pubblicato in Italia, e chiaramente sto parlando di Annie Ernaux (autrice di Gli anni): nel catalogo di questa casa editrice potrete trovare infatti molti dei suoi titoli tradotti in italiano.

Per la lettura del mese di maggio ho scelto un libro recuperato al Salone del Libro di Torino: se avete letto il post dedicato al mio Book Haul saprete già di quale volume sto parlando. A Torino ho infatti acquistato presso lo stand della casa editrice L’età adulta è l’inferno. Lettere di un orribile romantico di H. P. Lovecraft, un piccolo libretto di una cinquantina di pagine che appartiene alla collana I Pacchetti. Si tratta di una raccolta di lettere scritte dal re dell’orrore in persona, che ruotano attorno alla sua unica storia d’amore, quella con sua moglie, Sonia Haft Greene, per la quale lo scrittore abbandonerà la sua amata Providence per raggiungerla a New York. Iniziato come un rapporto epistolare, quella con Sonia si trasformerà in amore reale, non senza qualche difficoltà, vista la natura solitaria dell’autore (al quale però non dispiacevano affatto i rapporti epistolari dato che in tutta la sua vita scriverà qualcosa come centomila lettere). Purtroppo le lettere presenti in questa piccola raccolta non sono quelle che l’autore si scambiò direttamente con la donna, ma sono lettere spedite ad amici e famigliari in cui il centro sarà sempre Sonia o il suo rapporto con Lovecraft. Non sono infatti state trovate le lettere della loro corrispondenza diretta dato che, in seguito al divorzio, Sonia le brucerà tutte quante (non deve essere finita molto bene per i coniugi Lovecraft).

L’età adulta è l’inferno.

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In effetti, suppongo che la mia opinione sia dovuta al semplicissimo fatto che ho la fortuna di possedere un’immaginazione ben più vasta delle mie emozioni.

Con una interessantissima introduzione di Marco Peano, queste lettere mi hanno regalato un punto di vista inedito sulla vita di uno scrittore che trovo estremamente curioso e particolare, del quale vorrei ora approfondire di più, non solo in quale scrittore di orrore e fantastico ma come essere umano. Lovecraft si dimostra essere un intelligente, acuto e particolarmente sarcastico individuo e vorrei recuperare altre sue lettere in futuro, anche se ho notato che in Italia non ci sono molte raccolte della sua corrispondenza. Le lettere raccolte in questo volume nonostante ruotino attorno alla figura di Sonia, alla concezione di Lovecraft dell’amore e dei rapporti di coppia, non mancano di regalare all’autore anche alcuni aneddoti particolari sulla sua vita di scrittore, sulle sue credenze e sulla sua giovinezza, così da approfondire ed esplorare l’enigmatica figura di un autore spesso sottovalutato.

Essendo un libretto particolarmente breve, non voglio svelarvi il contenuto delle lettere nello specifico, ma limitarmi a consigliarne la lettura se siete interessati, come me, a Lovecraft, per osservarlo e conoscerlo da un punto di vista non convenzionale.

Spesso, molto spesso, una passione ostentata – propria della soavità dei primi anni – è erroneamente creduta amore ed è fondamentalmente incompatibile con la maturità.

Come sempre qui trovate il link per acquistare il libro di cui vi ho parlato su Amazon e IBS.

Concludo il post segnalandovi che la casa editrice scelta per giugno è la Fazi Editore della quale possiedo qualche libro non ancora letto: proverò a partecipare anche in questo mese, sperando di avere abbastanza tempo da dedicare alla lettura (esami universitari permettendo!). Ovviamente siete tutti invitati a seguire il profilo Instagram dell’iniziativa e a partecipare (vi lascio qui il link al video di presentazione dell’iniziativa girato da Eleonora: #booktubeitalialeggeindipendente). Scrivetemi nei commenti se avete deciso di partecipare, e nel caso con quale libro!

WRAP UP #1 Aprile dolce dormire

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Inauguro con questo post una nuova tipologia di articoli sul blog. Era già da tempo che ci pensavo su, e alla fine mi sono decisa a scrivere un Wrap Up per riassumere le letture del mese appena trascorso. Mi sono accorta di non avere né il tempo né la voglia per scrivere recensioni di tutto ciò che leggo: alle volte perché non mi hanno entusiasmato più di tanto, in altri casi perché non ho molto da dire a riguardo; e questa mi è sembrata un’ottima modalità per parlare di tutte le mie ultime letture senza dilungarmi troppo. Se tutto va secondo i piani (ma quando mai?) dovrei riuscire a fare un post di questo genere con cadenza mensile. Ma non perdiamoci in chiacchiere, di seguito troverete prima i libri che ho letto e successivamente il resoconto delle graphic novel. Iniziamo subito!

Come suggerisce il titolo, Aprile non è stato un mese dei più ricchi per ciò che ha riguardato le mie letture. Ho letto alcune graphic novel bellissime, ma pochi libri rispetto ai mesi precedenti. Per i libri di cui ho scritto una recensione troverete i rispettivi link, sul blog o su Goodreads, dove ogni tanto scrivo qualcosa. Come sempre troverete i link per acquistare i libri di cui vi parlo su Amazon e IBS.

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La vegetariana, Han Kang

Libro estremamente particolare, non avevo mai letto nulla di simile prima d’ora. L’autrice narra le vicende di una donna che improvvisamente, in seguito a un sogno, decide di non mangiare più carne, esplorando le conseguenze che questa scelta porterà nella vita della protagonista e in quella di suo marito e dei suoi famigliari. L’atmosfera cupa, a tratti misteriosa, e la scelta di narrare la vicenda dal punto di vista delle persone che circondano la donna, senza mai renderla soggetto in prima persona, sono gli elementi fondamentali del romanzo. Inizialmente ho trovato numerosi ostacoli durante la lettura, partendo dalla lontananza dal mio “gusto” in fatto di libri, ma successivamente sono riuscita a immergermi nella lettura, eliminando la barriera che inizialmente avevo issato tra me e ciò che leggevo (trovando talmente assurda tutta la vicenda da non riuscire a reputarla verosimile), scoprendo nel romanzo aspetti che inizialmente avevo ignorato. La lettura di questo libro mi ha insegnato a entrare e appassionarmi a un romanzo senza trovare alcun punto di contatto tra me e ciò che leggo: sono sempre stata abituata a provare un briciolo di empatia per almeno uno dei personaggi di cui leggevo, convinzione che ho dovuto abbandonare durante la lettura de La vegetariana. Trovate la mia breve recensione di questo libro su Goodreads, qui vi lascio il link. Qui potete trovare i link per acquistare il volume su Amazon e IBS.

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Le risposte, Catherine Lacey

Le risposte è una delle ultime uscite edite Edizioni SUR e narra le vicende di Mary, una trentenne che abita a New York, in crisi da vari punti di vista: indebitata fino al midollo, con un passato che cerca di dimenticare in ogni modo, solitaria e senza una famiglia che l’aiuti, inizia a soffrire di una serie di disturbi fisici dei quali, nonostante le numerose visite, non riesce a trovare una risposta o una causa scatenante. La protagonista decide di accettare un lavoro del quale conosce poco o niente che sembra consistere in un esperimento sociale sull’innamoramento e i rapporti di coppia. Bisognosa di soldi per pagare una nuova forma di terapia new age per trovare sollievo dai suoi numerosi disturbi fisici, sembra non avere altra scelta se non quella di accettare quel bizzarro lavoro che la vedrà partecipare a quello che le verrà spiegato essere l'”Esperimento Fidanzata”, che la vedrà interagire con un famosissimo attore e regista del cinema che a causa della sua fama non riesce a stringere rapporti di coppia sinceri e duraturi. L’esperimento prevede che Mary e una manciata di altre donne ricoprano un ruolo prestabilito all’intero della relazione: ci sarà la fidanzata materna, quella del reparto intimo, quella sentimentale, quella intellettuale, e così via, ognuna con dei compiti ben precisi da portare a termine. Questa è in breve la trama a metà tra un episodio ben pensato di Black Mirror e un romanzo introspettivo, che nonostante un inizio a mio avviso un po’ difficile decolla con velocità e si fa divorare in pochi giorni. Il taglio dato al romanzo è molto introspettivo: le vicende narrate vengono utilizzate per fare un’ampia analisi emotiva e psicologica dei personaggi, dai protagonisti alle semplice comparse, sulle quali l’autrice si sofferma comunque per qualche pagina, narrandoci il perché di alcune scelte, come sono arrivati lì. La scelta di esplorare così a fondo l’interiorità di ogni personaggio è stato l’aspetto che più mi ha colpito nel corso della narrazione, nonostante abbia trovato geniale alcuni aspetti dell’Esperimento Fidanzata. Consigliatissimo, qui i link per trovare il libro su Amazon e IBS.

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Fidanzati dell’inverno, Christelle Dabos

Di questo libro, una nuova uscita portata in Italia da Edizioni E/O, ho scritto una recensione, che potete leggere qui, pertanto non ve ne parlerò anche in questo wrap up.

Rebel. Il tradimento, Alwyn Hamilton

Secondo volume della trilogia di Alwyn Hamilton ambientata in un mondo fantastico descritto come un regno desertico in perfetto stile Le mille e una notte, con delle forti contaminazioni occidentali, come locomotive e fucili, il tutto condito con creature magiche, demoni, Djinni e profezie. Ho iniziato questa trilogia per rilassarmi e distrarmi da letture più pesanti (ho preso in mano il primo volume mentre leggevo La prima verità della Vinci, non ne potevo più di pesantezza e temi così difficili), e questi volumi hanno servito benissimo lo scopo, tanto che credo leggerò a breve anche il terzo volume. La storia ruota attorno ad Amami, una ragazza proveniente da un villaggio ai confini del deserto, una cittadina povera nella quale la protagonista non vede nessun futuro. La sua vita cambia quando incontra Jin, un bandito che incontra a una gara di tiro con le pistole, alla quale partecipa per racimolare abbastanza denaro per scappare da casa sua. Questa è ovviamente la trama del primo volume, non posso raccontarvi nulla del secondo senza fare inevitabilmente qualche spoiler. Mi limiterò a dire che è una piacevolissima distrazione in periodi in cui non si ha voglia di impegnare il cervello in letture troppo complesse e profonde: è scritto bene, i personaggi sono ben caratterizzati, l’ambientazione è realizzata egregiamente; ci sono tutti gli ingredienti giusti per una storia avventurosa con amori, colpi di scena e tradimenti, ma chiaramente priva di più livelli di lettura. Questi sono i link per acquistare il libro su Amazon e IBS.

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Hasib e la Regina dei serpenti, David B.

Questo volume è stato il primo che ho letto del famoso autore francese, di cui Bao Publishing ha tradotto anche altri lavori. Ho avuto il piacere di assistere alla presentazione del volume alla Feltrinelli di Bologna e sono rimasta talmente incuriosita dall’autore che ho deciso di acquistare la graphic novel anche se non era previsto. In questa graphic novel l’autore narra una particolare storia contenuta in Le mille e una notte, servendosi dell’espediente narrativo del racconto nel racconto. Per tutto lo svolgimento della trama infatti la vicenda si snoda su più livelli, incontrando vari personaggi che raccontano “storie nelle storie”, proprio come nell’opera originale de Le mille e una notte. La scelta di raccontare proprio questa vicenda nel volume deriva dalla volontà dell’autore di prendere un episodio particolarmente incentrato sul fantastico e non solo sull’aspetto pedagogico tipico dell’opera principale, che in vari punti tratta anche di tematiche difficili (pregiudizi, credenze radicate della cultura araba, rapporto con il diverso). L’elemento fantastico è quindi la base della narrazione, ed è la più affascinante: sono sempre stata attratta da queste atmosfere e David B. è stato in grado di prendere una storia contenuta in un più ampio volume e dotarla comunque di autonomia, nonostante l’autore abbia sottolineato la totale fedeltà all’opera originale. I disegni mi sono piaciuti molto: all’inizio non apprezzavo lo stile un po’ stilizzato dell’autore, ma mi ho amato la caratterizzazione dei demoni e delle creature fantastiche, molto più che la caratterizzazione degli esseri umani, devo dire. Di seguito trovate il link per acquistare la graphic novel su Amazon e IBS.

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Vincent, Barbara Stok

Desideravo leggere questa graphic novel da moltissimo tempo e finalmente, in occasione degli sconti della Bao Publishing, me la  sono regalata. L’autrice ripercorre alcuni anni di vita del pittore Vincent Van Gogh concentrandosi sul periodo passato in Provenza, in particolare ad Arles. La vicenda si concentra su due aspetti fondamentali della vita del pittore: il rapporto con il fratello Theo, il tentativo di aprire una casa per artisti (l’Atelier du Midi), il lavoro sul suo stile e il legame con la natura che lo circondava. Non conoscendo nei particolari la vita del pittore posso solo dire che la graphic novel mi è sembrata abbastanza fedele alla sua biografia, ma non posso esserne certa. La Stok ha fatto un ottimo lavoro: lo stile è particolarmente semplice (quasi infantile a tratti) ma molto adatto a sviluppare la personalità del protagonista. Gli aspetti su cui l’autrice si concentra di più sono proprio la natura (le tavole in cui Vincent dipinge e osserva i campi attorno a lui le ho trovate splendide) e la resa della sua malattia, difficile da esprimere attraverso dei disegni. In conclusione l’ho trovata un lavoro molto bello, purtroppo un po’ breve, ma che mi ha messo voglia di approfondire la figura di Vincent attraverso altre fonti, come la raccolta di lettere al fratello o una biografia più approfondita e strutturata. Di seguito trovate i link per acquistare il volume su Amazon e IBS.

Indomite, Penelope Bagieu

Ho dedicato a questo volume edito Bao Publishing un’intera recensione, che pubblicherò a breve sul blog, quindi non mi ci soffermerò ulteriormente qui. Mi è piaciuto molto, ed è una lettura che mi sento di consigliare a tutti, ma per avere un parere più approfondito vi rimando alla recensione completa.

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Sempre libera, Lorenza Natarella

Ammetto che mi aspettavo molto di più da questa graphic novel. Mi è piaciuta, ma non tanto come avrei pensato. L’autrice ripercorre la vita di Maria Callas dall’infanzia al grande successo, senza risparmiarci nulla, dai piccoli drammi famigliari, ai problemi di peso, alla fama mondiale. Ho trovato il formato della graphic novel estremamente piacevole per approfondire una figura della quale sapevo poco, molto lontana dai miei interessi e che di conseguenza, probabilmente, non avrei approfondito attraverso la lettura di vere e proprie biografie. Lo stile dell’autrice mi è piaciuto molto nei disegni, ma non nel lettering, che ho trovato in alcuni casi molto difficile da interpretare, anche se ho trovato geniale l’idea di cercare di trasportare, attraverso il font, il canto della Callas. I disegni invece li ho trovati bellissimi, estremamente particolari e perfetti per caratterizzare una figura così straordinaria e sopra le righe, come ho apprezzato anche la scelta quasi monocromatica di tutte le tavole, che si stemperano su varie sfumature di rosa. D’altro canto, ho trovato notevoli difficoltà a seguire la trama, non entrando per nulla in sintonia con il personaggio della Callas, che sapevo essere molto particolare, ci ho messo settimane a completare la graphic novel anche se mi rendo conto che il problema è stato mio e non dell’autrice. Di seguito trovate il link ad Amazon ed IBS per acquistare il volume.

Prossime uscite – 2018 #1

Di seguito vi racconto alcune nuove uscite previste per i prossimi mesi del 2018. I libri che vi propongo qui sono tutti titoli che mi interessano, mi incuriosiscono e che presto o tardi vorrei recuperare e leggere, non presento una rassegna sulle prossime uscite in libreria (anche perchè visti i ritmi con cui escono oggi i libri, ne sarebbe uscito un post eterno). Ma non perdiamoci in chiacchiere.

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Il primo libro di cui vi parlo è La forma dell’acqua, di Guillermo Del Toro e Daniel Kraus, edito in Italia da Tre60. Il libro racconta la storia che è stata portata al cinema proprio in questi giorni da Del Toro con l’omonimo film, che ha ricevuto ben 13 candidature agli Oscar di quest’anno. Siamo a Baltimora negli anni 60 dove Elisa, una ragazza rimasta muta in seguito a un incidente, durante il suo turno nel laboratorio presso il quale lavora come donna delle pulizie fa la conoscenza di una strana creatura acquatica tenuta in una vasca. La narrazione ruota attorno a un’improbabile e tenera storia d’amore tra due esseri incompresi ed esclusi dalla società. Questa storia mi incuriosisce moltissimo, l’unica perplessità che ho a riguardo è che forse questa potrebbe essere una delle poche volte in cui il film supera il libro, dato che l’opera nasce come pellicola. Ho apprezzato moltissimo i precedenti film di Guillermo del Toro e parte della “magia” delle sue storie è legata (in modo imprescindibile) all’aspetto visivo. Vedremo. L’uscita del libro è prevista per il 1 marzo, qui trovate i link per preordinarlo su Amazon e IBS.

Una vita da libraio, di Shaun Bythell, racconta la sua storia da piccolo libraio in un paesino scozzese, le disavventure quotidiane, le assurde richieste dei suoi clienti e le storie che si vengono a creare dietro a ogni libro. Per quanto mi riguarda è la premessa per una storia tenera e curiosa, ideale per gli amanti dei libri e delle piccole librerie. L’uscita di questo libro, firmato Einaudi, è prevista in Italia per il 6 marzo (qui il link ad Amazon e IBS).

Passiamo ora a Fantasie di stupro dell’acclamata Margaret Atwood, autrice del famoso Il racconto dell’ancella, riscoperto nel 2017 con l’uscita dell’omonima serie tv. Fantasie di stupro è in realtà una riedizione dato che era già stato portato in Italia in passato. Si tratta di una raccolta di racconti incentrati sulla figura femminile (credo che tutti i quattordici racconti, eccetto uno, siano narrati da un punto di vista femminile) e sulle difficoltà incontrate nel muoversi nel proprio universo emotivo e relazionale. L’uscita sembra sia prevista per maggio. Cercando qualche informazione in più su internet non ho trovato recensioni particolarmente positive per questa raccolta di racconti (in inglese Dancing queens) ma essendo rimasta folgorata dallo stile della Atwood ne Il racconto dell’ancella le darò sicuramente una possibilità. Qui trovate il link ad Amazon.

Vi segnalo una prossima uscita firmata Edizioni Black Coffee, L’alfabeto di fuoco di Ben Marcus, libro del quale purtroppo sono riuscita a trovare pochissime informazioni. Marcus racconta di un futuro distopico basato sull’incomunicabilità , un romanzo a metà tra horror e fantascienza in cui i bambini sembrano essere portatori di una malattia che colpisce gli adulti attraverso le parole che pronunciano: il linguaggio dei bambini diventa tossico per chiunque lo ascolti. Ammetto che questo libro mi ispira davvero moltissimo, ma purtroppo non sono riuscita trovare informazioni riguardanti la data di uscita prevista in Italia.

Without sound, celebration and grief look nearly the same.

Un’altra segnalazione riguarda Macchie di inchiostro di Damion Searls, in uscita il 22 febbraio per Il Saggiatore. Il libro racconta la vita di Hermann Rorschach e del suo celeberrimo test. Da un lato l’autore ripercorre la vita del famoso psichiatra, dall’altra fornisce una serie di aneddoti e racconti riguardanti l’applicazione del test, non solo per scopi medici ma anche come fonte d’ispirazione per artisti e creativi. Non appena ho letto di questo libro ne sono rimasta completamente folgorata, e credo proprio sarà una delle mie prossime letture. Di seguito il link al libro su Amazon e IBS.

Infine, l’ultimo libro che vi propongo esce proprio oggi, si tratta di Le visionarie. Fantascienza, fantasy e femminismo: un’antologia, di Ann e Jeff VanderMeer. L’antologia raccoglie al suo interno una serie di racconti firmate da alcune grandi scrittrici di fantasy e fantascienza, tra cui: Ursula K. Le Guin (la “mamma” del Ciclo di Earthsea, da poco venuta a mancare) e Angela Carter. Vi lascio qui il link ad Amazon e IBS per acquistare il libro.

Passiamo ora ad un paio di graphic novel che ho notato in giro per il web e che mi hanno incuriosito subito. La prima è Indomite. Storie di donne che fanno ciò che vogliono di Pénélope Bagieu, edito da Bao Publishing. Il volume racconterà la vita di quindici donne straordinarie, diversissime tra loro. Se seguite la casa editrice su Facebook avrete notato alcune anticipazioni sulle donne che verranno raccontate in questa opera: per il momento abbiamo visto Margaret Hamilton (l’attrice che interpretò la Malvagia strega dell’Ovest nel film Il mago di Oz del ’39), Las Mariposas, Josephina Van Gorkum e Giorgina Reid, una donna come tante che ha salvato un faro. La serie di donne proposte in questo volume non racchiude solo eroine o figure femminili particolarmente famose, ma anche donne comuni, che con il loro coraggio e la loro perseveranza sono riuscite a fare la differenza, proprio come nel caso di Giorgina. L’uscita del primo volume (su due) è prevista per l’8 marzo, il giorno della festa delle donne, qui trovate il link ad Amazon.

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Altra graphic novel sempre firmata Bao Publishing è La mia cosa preferita sono i mostri di Emil Ferris, la cui uscita è prevista per la seconda metà di aprile. Qui si racconta la difficile storia di Karen Reyes e la narrazione è costruita seguendo i tratti del diario della protagonista, una ragazzina con la passione per i film horror e i mostri, come suggerisce il titolo, che si trova a fare i conti con alcuni episodi di bullismo e una fase di crescita difficile. Attraverso vari livelli di lettura e affrontando temi difficili, questa graphic novel è stata accolta con entusiasmo all’estero e non vedo l’ora che arrivi anche qui in Italia. Attualmente non abbiamo ancora i link per ordinarla online.

Cosa pensate di questi titoli? Li conoscevate già? Vi incuriosiscono e avete intenzione di acquistarne alcuni? Vi aspetto nei commenti!