Il mio 2018 in libri

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Bentornati sul blog! Oggi è l’ultimo giorno del 2018 e prima di alzare i calici e brindare al nuovo anno ho deciso di fare un veloce recap delle mie letture anche qui sul blog (se mi seguite su Instagram sulla mia pagina trovate alcuni post dedicati alle mie letture migliori/peggiori dell’anno). Ho preso l’idea di questo post da uno dei blog che seguo di più, Nessun cancello, nessuna serratura, di Carmen, che aveva proposto questo articolo alla fine del 2017. Bene, non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo subito con il riassunto del mio anno letterario.

Miglior libro: Resto qui di Marco Balzano. Se mi seguite su Instagram non è una novità: ho dedicato numerosi post a questo titolo, ne ho parlato in modo approfondito e credo ne scriverò presto una recensione anche qui per raccogliere tutti i miei pareri a riguardo. E’ un libro magico, unico e purtroppo terribilmente attuale, nonostante sia ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. Balzano, candidato al Premio Strega, si riesce a calare benissimo nei panni della protagonista, Trina, e attraverso di lei a dar voce a un’intera comunità, quella del piccolo comune di Curon, nel Sudtirolo. Con il racconto di una guerra e di un’inondazione Balzano ci ricorda il potere delle parole, il valore di poter aprire bocca e imporsi per le cose che per noi hanno importanza. Se vi ho incuriositi, qui trovate il mio link di affiliazione ad Amazon per acquistare Resto qui.

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Miglior autore: Shirley Jackson, senza alcun dubbio. La maestra dell’inquietante e dei brividi lungo la schiena mi ha definitivamente conquistato nel corso del 2018. L’avevo conosciuta e incontrata per la prima volta nel 2017 con Abbiamo sempre vissuto nel castello (che rimane, a mio avviso, il suo libro migliore tra quelli letti sino ad ora) e la raccolta di racconti La Lotteria. Quest’anno ho letto invece Paranoia, vero gioiello letterario e L’incubo di Hill House, considerato dai più il suo capolavoro. Paranoia mi ha permesso di incontrare l’autrice non solo come scrittrice di romanzi e racconti ma anche come persona, attraverso la raccolta di saggi, riflessioni, aneddoti narrati in prima persona, che compongono il libro. Attraverso questo mosaico di espressioni diverse dell’autrice ho potuto sbirciare nella sua vita e innamorarmi definitivamente del suo stile e della sua autoironia che nascondono molto di più. Ragione per cui ho già messo nel carrello di Amazon la sua biografia e altri titoli di non fiction firmati da lei. Se siete interessati a Paranoia, vi lascio il mio link di affiliazione Amazon, con il vostro acquisto riceverò una piccola percentuale da rinvestire nei libri di cui vi parlo sul blog.

Peggior libro: Lamb di Bonnie Nadzam. Una cocente delusione. Avevo adorato lo stile dell’autrice in Lions, tanto da nominarlo nei dieci libri migliori letti nel 2017, ma questo titolo mi ha purtroppo molto deluso. Di Lamb non ho apprezzato né la forma né il contenuto: la vicenda narrata non mi ha convinto (tanto che ho trovato molto fuori luogo i paragoni mossi nei confronti di questo titolo con Lolita, viaggiamo proprio su due binari, anzi, universi, diversi, a mio parere), né la caratterizzazione dei due protagonisti. Nonostante questo la mia insofferenza alla storia David Lamb e Tommie è stata peggiorata dallo stile dell’autrice che ho trovato un po’ frettoloso e molto, troppo, scarno. A questo si aggiungono le mie alte aspettative mandate in frantumi. Nonostante ciò spero che presto arrivino in Italia altri titolo della Nadzam, sono impaziente di riavvicinarmi alla magia che avevo trovato in Lions. Per acquistare il libro su Amazon vi lascio il mio link di affiliazione.

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Un’uscita del 2018 che ti ha sorpreso: Divorare il cielo di Paolo Giordano. Questo libro è stato una completa e inaspettata sorpresa. Quando ho acquistato Divorare il cielo non mi aspettavo certo potesse piacermi così tanto. Mi sono innamorata della trama, dei personaggi, dell’atmosfera che si respira dalla prima all’ultima pagina e dello stile di Giordano. Un romanzo che sembra corale ma non lo è, complesso, ricco e intrecciato in due tempi diversi che a volte finiscono per sovrapporsi. Prima della lettura ero piuttosto titubante, un romanzo di oltre quattrocento pagine, scritto da una penna che in passato mi aveva deluso: non ero certa sarei riuscita a finirlo e soprattutto ad apprezzarlo. E invece ricordo di averlo letto in tre giorni, non riuscivo a staccarmi dalle pagine e ormai ero completamente rapita dalle vicende dei protagonisti, tanto che a volte dovevo fermarmi e ricordare a me stessa che era solo un libro. Se volete recuperare Divorare il cielo attraverso il mio link di affiliazione, qui trovate il link d’acquisto.

Un’uscita del 2018 che ti ha deluso: Autunno di Ali Smith. Aspettavo trepidante di leggere un libro della Smith da tempo e forse ho sbagliato a iniziare con questo. Ho letto Autunno e purtroppo ne sono rimasta delusa, in primis dallo stile dell’autrice, che mi è sembrato inutilmente ricercato e quasi pomposo, senza che ve ne fosse una reale ragione. Ho trovato infatti lo stile molto lontano dall’effettiva trama in sé, quasi forzato in alcuni tratti. Se da un lato non mi è piaciuta la forma, dall’altra non  ho apprezzato maggiormente le vicende narrate. Non mi ha convinto la caratterizzazione dei personaggi principali, e in alcuni casi ho fatto molta fatica a seguire il filo della narrazione, mi perdevo nei meandri delle pagine e non riuscivo a orientarmi nella trama. Spero di riavvicinarmi presto alla Smith leggendo altro di suo, vorrei darle presto una seconda possibilità. Se volete acquistare Autunno con il mio link di affiliazione di Amazon, questo è il link.

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Un genere che hai rivalutato nel 2018: Non fiction. Prima di approcciarmi con successo a questo genere nel corso del 2018 (genere che poi ho scoperto essere tremendamente vasto, e di per sé, non fiction, non vuol dire niente), credevo di non avere la voglia di impegnarmi in letture di stampo più tecnico e nozionistico, già impegnata nelle letture per l’università. Invece ho scoperto essere un’amante della non fiction, e in particolare di testi di divulgazione più o meno specifici che trattano dei più disparati argomenti. IN questa categoria rientrano memoir, biografie, saggi più o meno scientifici, raccolte di articoli di giornali o riflessioni degli autori, insomma, è una categoria davvero estremamente vasta. Uno dei libri più belli letti nel 2018 rientra perfettamente in questo genere, si tratta di Leviatano ovvero la balena di Philip Hoare, un testo che fonde la storia dell’autore e le sue esperienze personali con una serie di riflessioni scientifiche di natura ecologia, biologica, storica e mitologica. Proprio di questa categoria di saggi, di natura ibrida tra più generi, difficilmente incasellabili io mi sono innamorata nel 2018. Oggi ne sono costantemente alla ricerca, tra memoir di viaggi, biografie romanzate, studi su animali e chi più ne ha più ne metta. Il mio 2019 si prospetta essere un anno molto ricco di queste letture. Qui vi lascio il link per acquistare Leviatano ovvero la balena su Amazon.

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Miglior graphic novel (categoria bonus aggiunta da me): La mia cosa preferita sono i mostri di Emil Ferris. Di questa splendida graphic novel ho scritto una recensione qui sul blog, di cui trovate il link qui. La Ferris ha firmato un lavoro completamente fuori dall’ordinario, che unisce una trama difficile e delicata a uno stile particolarissimo e diverso dal solito. Per tutte le riflessioni a riguardo vi lascio la recensione. A mio avviso un vero capolavoro immancabile nella libreria di un appassionato del genere. Se volete acquistare il volume su Amazon attraverso il mio link di affiliazione, potete cliccare qui.

Bene, questo post termina qui. Quali sono state le letture migliori o peggiori del vostro 2018? Vi ricordo che potete utilizzare i link ad Amazon per acquistare i libri e i fumetti di cui vi parlo sul blog, e se volete potete sostenere il blog con un caffè virtuale su Ko-fi. Ci leggiamo nel 2019, sperando sia un anno pieno di belle letture e nuove scoperte letterarie! Buon anno!

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