Review: E la chiamano estate

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La mia prima volta ad Awago, avevo paura di nuotare nel lago. Poi mia mamma mi ha insegnato ad aprire gli occhi sott’acqua.

Pensavo che fosse qualcosa di speciale. Come un potere.

Poi l’ho detto a Windy e ho scoperto che tutti possono farlo.

Era da tempo che desideravo leggere questa graphic novel, e non appena l’ho trovata in biblioteca l’ho acciuffata senza pensarci due volte. La vicenda narra di Rose, una ragazzina come tante che si trova a passare ogni sua estate insieme ai suoi genitori ad Awago Beach, tipica località estiva. Qui passa le giornate a fare bagni nel lago e girovagare insieme alla sua amica Windy, che le fa compagnia ogni estate, ma quest’anno cambieranno alcune cose. Rose si trova infatti ad affrontare da un lato un momento di crescita personale e dall’altro la crisi dei suoi genitori, che attraversano un periodo difficile del quale la figlia è l’inerme testimone. Le vicende di Rose e Windy si intrecciano con quelle della piccola comunità di Awago Beach, e le due ragazzine si troveranno testimoni di alcune vicende che riempiranno le loro giornate di tante domande e dubbi.

L’aspetto che mi ha entusiasmato di più di questa graphic novel è stata l’atmosfera ricreata dalle autrici: leggere di Rose e della sua amica Windy mi ha riportato ai miei dodici anni, ai mesi estivi trascorsi sempre nella stessa località marittima con sempre gli stessi amici a fare sempre le stesse cose, in quel misto di noia e di giornate spensierate tipiche di quegli anni. Mi è piaciuta anche la scelta di lasciare un po’ di spazio anche “agli adulti” della vicenda, nonostante sia presentata come una “graphic novel adolescenziale”, raccontando da un lato la difficoltà di Rose nel capire e accettare i problemi dei suoi famigliari, e dall’altro il punto di vista dei genitori stessi, che si trovano a vivere un periodo difficile e provano a gestirlo come meglio possono.

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Ho trovato meraviglioso lo stile, e in conclusione posso dire di aver apprezzato più la forma che non il contenuto vero e proprio. I disegni mi hanno incantato, come anche la struttura dei dialoghi e la divisione delle tavole, e ho trovato meravigliosa la scelta monocromatica  che accompagna tutta la narrazione. Il tratto è molto morbido, e colpisce soprattutto nelle tavole dominate dal lago e l’ambiente naturale che lo circonda.

La vicenda in sé per sé non mi ha comunicato molto: non sono riuscita a entrare in sintonia con la protagonista né ad appassionarmi alla sua storia. Ha sicuramente inciso molto che la fascia di età alla quale questa graphic novel si rivolge sia inferiore alla mia, diciamo attorno ai sedici/diciassette anni. Purtroppo non sono riuscita ad apprezzare appieno le vicende raccontate dalle autrici. I personaggi alla lunga mi hanno annoiato, sia Rose, che sua madre, che Windy, e in alcuni punti ho trovato i loro comportamenti un po’ forzati dalle circostanze. Inoltre avrei preferito che si approfondissero di più certe dinamiche interne alla famiglia piuttosto che spostare la scena così spesso sulle vicende che coinvolgevano la comunità di Awago Beach, sebbene queste ultime servissero in parte come pretesto per raccontare la crescita di Rose e della sua amica.

Nel complesso è stata una lettura piacevole ma non riesco a dire che mi abbia lasciato “qualcosa in più” dopo averla terminata.

Voi avete letto questa graphic novel? Vi è piaciuta? Vi aspetto nei commenti!

Qui trovate il link per acquistarla su Amazon e IBS. Buona lettura!

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