Review: Le ricette della signora Tokue di Durian Sukegawa

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Doraharu vendeva dorayaki.

Sentaro passava tutto il giorno alla piastra di cottura.

La bottega era al fondo di un vicolo dietro la ferrovia, in una via commerciale chiamata Sakuradori, via dei Ciliegi.

Mi sono approcciata a questa lettura senza sapere esattamente cosa aspettarmi. Conoscevo a grandi tratti la trama del libro grazie all’omonimo film di Naomi Kawase del 2015, che però non ho mai visto, e l’avevo trovata interessante. Dopo aver sentito alcuni pareri entusiasti  (soprattutto quello di Matteo Fumagalli, qui vi lascio il link alla sua videorecensione) ho deciso di acquistare il libro e dargli una possibilità.

La semplicità e la grazia di questo libro mi hanno trovata del tutto impreparata. Mi aspettavo sì una narrazione delicata e tenue, ma non mi sarei aspettata di trovarmi davanti a un libro in grado di parlare con estrema semplicità di alcuni temi forti come quelli che incontriamo durante la lettura. La trama racconta le vicende di Sentaro e del suo chiosco di dorayaki, dove vende dolci di qualità scadente solo per ripagare alcuni debiti contratti verso il precedente padrone del locale. La sua vita e la sua attività cambiano di colpo quando la signora Tokue, un’anziana con un visibile problema alle mani, si presenta al suo chiosco e si offre come aiutante. Dapprima completamente contrario ad assumere un’anziana, Sentaro cede all’insistenza della vecchina non appena assaggia il suo an, ovvero la tipica confettura dei dorayaki, di una qualità molto superiore a quella industriale che utilizzava precedentemente. Questo sarà l’inizio di un reciproco scambio tra due persone che non sapevano di aver bisogno l’una dell’altra prima di quel fortunato incontro.

Sentaro notò un’anziana signora ferma sul ciglio della strada, ma senza badarci tornò a concentrarsi sulla ciotola nella quale stava preparando l’impasto.

L’atmosfera del libro mi ha ricordato sin dalle prime pagine quella che avevo già trovato in precedenza in alcuni autori giapponesi. Uno stile molto semplice, a tratti per quanto mi riguarda anche troppo, basato su dialoghi brevi e diretti. Le descrizioni sono ridotte al minimo, il linguaggio è liscio, disadorno di aggettivi e avverbi, molto pulito, il che rende la narrazione fluida e veloce. Il tono della narrazione è sempre molto pacato, leggero, nonostante gli argomenti forti e terribili trattati nel romanzo. Se dovessi descriverlo non lo definirei un romanzo che parla di dolore, esclusione, abbandono. E invece sono questi alcuni dei temi chiave di questo libro, che insegna che proprio dalla sofferenza si può ripartire per ricostruire la propria vita. Non solo: si può fare la differenza nella vita degli altri. E non bisogna essere un supereroe per farlo, puoi anche essere una vecchina che sa cucinare divinamente l’an.

E’ proprio Yoshii Tokue la forza di questo romanzo. Ogni suo gesto e movimento è descritto come lento e aggraziato, vista l’età e il suo problema alle mani, e nonostante questo il lettore avverte una forza indicibile che si sprigiona da lei e da ogni sua azione. L’autore ci mostra come la caducità di un corpo non significhi nulla quando l’animo che lo abita è fresco, forte, coraggioso e indomito. Tokue viene spesso paragonata a una bambina, che sorride e pone domande dirette e curiose al suo interlocutore, e mentre leggevo quei dialoghi così schietti e semplici riconoscevo in lei alcuni aspetti degli anziani che ho conosciuto. La sincerità, lo sguardo perso un nel passato, la voglia di fare e allo stesso tempo la consapevolezza di non potere, non fino in fondo, non come si vorrebbe.

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Il libro ci racconta una storia di accettazione e integrazione, attraverso la figura di Sentaro e delle scelte che sarà chiamato a compiere durante la narrazione. Accettazione di sé attraverso la definizione della propria strada, che sia la pasticceria come nel caso del nostro protagonista, o di qualsiasi altra passione. Infine, il potere della parola, del ricordo, della condivisione: da un lato la capacità di ascoltare della signora Tokue, di coinvolgere le persone attorno a sé, e dall’altro l’importanza del racconto, dello scambio delle proprie storie come veicolo di accettazione reciproca.

Ho apprezzato molto questo libro, scorrevole e piacevole, letto in pochissimi giorni, credo lo appoggerò sul comodino e lo rileggerò spesso. Sperando di avervi incuriosito con questa recensione, qui trovate i link per acquistare Le ricette della signora Tokue su Amazon ed IBS. Buona lettura!

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